Le origini di questa Sagra sono lontanissime, addirittura gli storici delle tradizioni popolari campane hanno difficoltà a recuperare i dati storiografici in merito. Però si può ben affermare che possono essere 2 le ipotesi, una pagana ed una di derivazione cristiana, che hanno dato origine a questa singolare sagra. La prima individua le origini della manifestazione nelle cerimonie dedicate alla dea Cerere (divinità femminile agreste). Infatti secondo lo storico latino Strabone, i Sanniti (antica popolazione pre-romana) che abitavano il territorio del Sannio, odierna provincia di Benevento, veneravano fra gli altri dei anche Cere (la Cerere romana e Demetra greca) e per la dea si era soliti svolgere grandi festeggiamenti. Le donne del luogo, solevano intrecciarsi i capelli con spighe di grano e processioni per offrire a Cere pane ed animali. Secondo l’ipotesi cristiana invece, la manifestazione nacque quando la città fu salvata dalla peste che colpì il Regno di Napoli nel 1656, grazie all’intervento miracoloso di San Rocco, nato in Francia (a Montepellier) e pellegrino in Italia, che aveva curato gli appestati, morendo per questa sua opera. La popolazione stabilì di tributare grandi festeggiamenti al Santo per lo scampato pericolo.
Oggi la festa prevede una solenne processione proprio in onore di San Rocco con carri addobbati da spighe di grano, spesso veri e propri capolavori creati con l’intreccio di grano e foglie. Il corteo religioso è aperto da una sfilata di donne che recano sulla testa ceste di grano in segno di tributo e ringraziamento.
Rosa RIZZI

